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Ascona, città di cultura e di dialogo: la RSI si avvicina al territorio

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29 Ottobre 2026
Intervista a Michela Ris, vicesindaca di Ascona
INTERVISTA
EVENTO

Il prossimo 18 novembre, alle ore 19.00, la pista di ghiaccio Siberia di Ascona ospiterà “Di' la tua”, un appuntamento che offrirà alla popolazione l'opportunità di confrontarsi direttamente con Pietro Bernaschina, responsabile attualità TV RSI, e Ludovico Camposanpietro, co-responsabile informazione digitale RSI, sul futuro digitale del servizio pubblico radiotelevisivo. 

La scelta di Ascona non è casuale: il Comune è stato tra quelli ticinesi in cui l'iniziativa “200 franchi bastano!” ha raccolto maggiori consensi durante la votazione dello scorso marzo.

Ne abbiamo parlato con la vicesindaca di Ascona, Michela Ris, per riflettere sul risultato della votazione, sul ruolo della cultura e sulle sfide che attendono la RSI.

Michela Ris, partiamo dalla votazione dello scorso marzo. Come ha interpretato il risultato di Ascona?

Personalmente mi sono schierata contro l'iniziativa, nella convinzione che un servizio pubblico radiotelevisivo forte sia particolarmente importante per una regione di minoranza linguistica come la Svizzera italiana. Una riduzione così significativa delle risorse avrebbe rischiato di compromettere non soltanto l'offerta informativa e culturale, ma anche posti di lavoro e competenze importanti per il nostro territorio.

Detto questo, ritengo che il risultato delle urne debba essere rispettato e soprattutto compreso. Sarebbe sbagliato liquidarlo come un semplice voto di protesta. È anche il segnale di una parte della popolazione che chiede maggiore attenzione ai costi, all'efficienza e alla capacità del servizio pubblico di rispondere alle esigenze di una società che cambia.

Il tema è stato particolarmente sentito durante la campagna?

Certamente. Il dibattito ha coinvolto anche il nostro territorio. Personalmente ho partecipato alla serata organizzata per i bambini al Teatro di Locarno con il Cane Peo, un'occasione per incontrare anche i più piccoli.

Credo però che il dialogo tra la RSI e la popolazione non debba limitarsi ai momenti che precedono una votazione. Il servizio pubblico deve saper spiegare il proprio valore, confrontarsi con le critiche e dimostrare concretamente come vengono impiegate le risorse a disposizione.

Ascona è conosciuta soprattutto come destinazione turistica, ma possiede anche una forte identità culturale. Quanto conta questo aspetto per il Comune?

Ascona è certamente una destinazione turistica di primo piano, ma è anche una realtà con una tradizione culturale straordinaria, che rappresenta una parte fondamentale della sua identità.

Come Municipio investiamo e sosteniamo con convinzione un'offerta molto diversificata, che spazia dalla musica classica a quella contemporanea, dal teatro al cinema, fino alle arti figurative.

Penso a ClassicAscona, che quest'anno, grazie anche alla nuova direzione artistica di Christoph Müller, ha saputo rinnovarsi e ottenere un ottimo riscontro. Il Comune ha accompagnato questo percorso anche attraverso un contributo finanziario supplementare.

Ma penso anche al Cinema Otello, al Teatro San Materno, al Teatro del Gatto, al Museo Comunale d'Arte Moderna, al Museo Castello San Materno, alle numerose gallerie e naturalmente al Monte Verità, luogo emblematico della storia culturale europea.

La cultura, per noi, non è semplicemente un elemento di attrattiva turistica. È un investimento nella qualità di vita, nell'identità del territorio e nella coesione sociale.

Qual è oggi la sfida principale per l'offerta culturale di Ascona?

La vera sfida non è soltanto proporre eventi di qualità, ma riuscire ad avvicinare un pubblico sempre più ampio.

Constatiamo infatti che molte manifestazioni sono frequentate da un pubblico affezionato, spesso composto dalle stesse persone. Dobbiamo quindi interrogarci su come coinvolgere maggiormente le nuove generazioni, le famiglie e chi normalmente partecipa meno alla vita culturale.

In questo senso ritengo fondamentale il lavoro con le scuole. Avvicinare i bambini alla musica, al teatro, all'arte e alla cultura in generale significa investire nei cittadini di domani.

È una sfida che riguarda anche la RSI: non basta proporre contenuti di qualità, bisogna trovare i linguaggi e i canali giusti per raggiungere il pubblico.

Come spiega il fatto che proprio ad Ascona l'iniziativa abbia raccolto un consenso così importante?

Ascona ha una composizione demografica particolare, con una presenza significativa di residenti di lingua tedesca e una popolazione mediamente più anziana. Sono caratteristiche che possono avere influito sull'orientamento del voto, così come una sensibilità politica tradizionalmente attenta al contenimento della spesa pubblica.

Non credo tuttavia che esista un'unica spiegazione. Il risultato va letto anche alla luce di una crescente richiesta di efficienza, trasparenza e attenzione all'utilizzo del denaro pubblico.

A mio avviso, difendere il servizio pubblico non significa considerarlo immune da critiche. Al contrario, significa riconoscerne il valore, ma anche chiedergli di evolvere, di individuare le proprie priorità e di utilizzare al meglio le risorse disponibili.

Un appuntamento come “Di' la tua” può contribuire a riavvicinare la RSI alla popolazione?

Assolutamente sì. Trovo positiva la volontà della RSI di uscire dai propri studi e incontrare direttamente i cittadini, soprattutto nei Comuni dove sono emerse maggiori perplessità sul ruolo e sui costi del servizio pubblico.

Il confronto è sempre utile, a condizione che sia autentico e che vi sia una reale disponibilità all'ascolto, anche delle posizioni più critiche.

Durante la campagna di votazione abbiamo visto una RSI molto presente e capace di mobilitarsi per spiegare la propria importanza. Mi auguro che questo impegno non venga meno ora che la votazione è alle spalle.

La fiducia dei cittadini si costruisce nel tempo, attraverso la qualità dell'offerta, la credibilità dell'informazione e un rapporto costante con il territorio.

Come immagina il futuro digitale della RSI?

Credo che la trasformazione digitale sia ormai una realtà, non più soltanto una prospettiva futura. Personalmente guardo sempre meno la televisione in modo tradizionale: utilizzo soprattutto le applicazioni e le piattaforme digitali, che mi consentono di seguire i contenuti quando e dove preferisco, recuperando ad esempio trasmissioni come Il Quotidiano.

La RSI deve necessariamente accompagnare questa evoluzione, soprattutto per raggiungere le generazioni più giovani, senza però dimenticare quella parte di popolazione che continua ad affidarsi ai canali tradizionali.

Il punto centrale, a mio avviso, non è soltanto cambiare il mezzo attraverso il quale si diffondono i contenuti, ma mantenere una chiara identità editoriale e garantire un'informazione autorevole, indipendente e vicina alla realtà della Svizzera italiana.

Se posso aggiungere una considerazione personale, che va oltre il tema digitale, ho l'impressione che anche le tre reti radiofoniche tendano progressivamente ad assomigliarsi. Mi piacerebbe vedere una maggiore differenziazione dell'offerta, magari con una rete maggiormente dedicata all'informazione, all'approfondimento e all'attualità.

In un panorama mediatico sempre più frammentato, credo che il valore aggiunto del servizio pubblico debba essere proprio quello di offrire contenuti riconoscibili, di qualità e difficilmente sostituibili.

L'appuntamento con “Di' la tua” è quindi fissato per mercoledì 18 novembre, alle ore 19.00, alla pista di ghiaccio Siberia di Ascona. Un'occasione per confrontarsi sul futuro della RSI e sul suo rapporto con il territorio.

Contributo di Valentina Grignoli, responsabile dei contenuti editoriali SSR.CORSI

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