La settimana delle persone Sorde è occasione preziosa per la RSI per portare l’attenzione sulla lingua dei segni italiana (LIS) e sulla realtà della comunità sorda. Con un momento centrale il 23 settembre (Giornata internazionale delle lingue dei segni), il calendario si sta concretizzando attraverso diverse iniziative. Dalla visita guidata agli studi di Comano con la traduzione in LIS il 18 settembre scorso, alla nuova puntata prevista per domenica 27 di SEGNI dal titolo frequenzeLIS, una nuova voce per i sordi, passando anche per una lunga intervista a ‘Prima Ora’ giovedì 24.
Abbiamo incontrato Aixa Andreetta, referente per il Centro competenza accessibilità RSI, delegata Cultura e società per riflettere insieme a lei intorno a questa tematica. È stata anche occasione questa per sottolineare come rendere accessibili i programmi a tutte le persone con disabilità sensoriale sia una delle missioni di mandato del servizio pubblico.
Perché è importante una giornata internazionale dedicata alle lingue dei segni?
È importante parlarne, in quanto la sordità è una caratteristica invisibile, non è immediatamente percepita e questo può portare a incomprensioni, ostacoli nella comunicazione e situazioni di esclusione.
Questa ricorrenza vuole essere un’opportunità per dare visibilità alla comunità sorda, alle sue esigenze e alla sua lingua. Una lingua a tutti gli effetti con una propria cultura e identità. È un'occasione preziosa per sensibilizzare le persone udenti, favorire una maggiore consapevolezza e promuovere relazioni rispettose.
Più conosciamo la lingua dei segni e la cultura sorda, più il dialogo diventa naturale e arricchente, e quindi non è (più) fonte di frustrazione.
Quale attenzione dà la società alle persone sorde?
Lo spazio per le persone sorde nella nostra società esiste, ma è ancora uno spazio da coltivare e meglio ridefinire. Per molto tempo la sordità è stata considerata una questione di adattamento individuale, mentre oggi dobbiamo chiederci come rendere la società più accessibile e aperta alla diversità, in generale.
Troppo spesso si parla di inclusione senza interrogarsi veramente su cosa significhi partecipare alla vita sociale e culturale, su un piano di parità. Se vogliamo evitare dinamiche di ghettizzazione, non basta creare contesti separati o eventi occasionali: occorre garantire alla comunità sorda la possibilità di fruire pienamente delle opportunità offerte dal territorio e di contribuire attivamente alla loro costruzione.
Personalmente non credo che una società inclusiva sia quella che "fa solo spazio" alle persone sorde (o alle minoranze), ma quella che riconosce appieno il loro diritto di capire, di essere capiti e di portare il proprio punto di vista.
E all’interno della RSI?
Credo che all'interno della RSI ci sia una crescente attenzione verso la comunità sorda e forse verso le minoranze e le persone vulnerabili.
Sul fronte dell'accessibilità sono stati compiuti passi significativi, seppure ci sia margine di miglioramento. Oggi molti contenuti sono fruibili tramite l'app RSI, una soluzione che permette di superare almeno in parte i limiti legati all'HbbTV, disponibile solo attraverso determinati distributori. Ma per una vera accessibilità l’interprete LIS dovrebbe apparire nel riquadro a schermo e nella regolare distribuzione lineare. È la richiesta più frequente da parte della comunità sorda.
Un elemento degno di nota degli ultimi anni è la collaborazione con traduttrici sorde e interpreti udenti. Questo scambio continuo ci permette di alimentare sensibilità ed esperienze diverse, affinché si possano realizzare contenuti più autentici e vicini alla realtà delle persone sorde. La loro partecipazione diretta permette di co-creare e produrre programmi con sfumature più pertinenti.
L'obiettivo è parlare direttamente con la comunità sorda, dando voce alle reali necessità al fine di poterle concretizzare e assicurare un'identificazione maggiore nei programmi e nei temi trattati.
Quali sono i programmi che vengono proposti anche in lingua dei segni? Avete un riscontro?
Rendere accessibili i programmi a tutte le persone con disabilità sensoriale è uno dei compiti che caratterizzano il mandato di servizio pubblico. Ogni giorno dunque, per favorire l’accessibilità, la RSI offre programmi in lingua dei segni, audio descritti e sottotitolati. L’offerta di anno in anno si è ampliata sia a livello qualitativo sia a livello quantitativo, sulla base di un accordo raggiunto con le associazioni che operano nell’ambito della disabilità sensoriale.
Un po’ di storia…
Le prime emissioni in LIS sono state il TG delle 18:00 - che nel 2018 è stato sostituito dal TG20, e in replica la notte; poi le allocuzioni dei Consiglieri federali in occasione delle votazioni. E man mano a questi programmi si sono aggiunti settimanalmente Il giardino di Albert e Insieme.
Significativo, e anche molto apprezzato, è stato l’impegno profuso durante la pandemia quando la maggior parte delle conferenze stampa federali e cantonali, erano infatti provviste di traduzione in lingua dei segni. Un impegno, quello di rendere sempre più accessibili i programmi informativi, che continua tuttora, offrendo in LIS anche Il Quotidiano, dallo scorso anno, o alcuni Speciali prodotti dal settore dell’Informazione (come l’intervista a Papa Francesco per i suoi dieci anni di pontificato o gli appuntamenti pre-elezioni).
Dal 2023 inoltre anche la Meteo e altri programmi di intrattenimento vengono tradotti: Cucine senza frontiere, Rendez-vous al parco, Seconda Mano, La Cavia. Degni di nota sono anche i contenuti per il pubblico più giovane, come Helveticus, Dalla Testa ai Piedi, una selezioni di video di RSI EDU e NaturalMente. Quest’ultima è una novità di quest’anno che stiamo pubblicando proprio in questi giorni, per sottolineare la Settimana delle persone Sorde.
Un ruolo particolare lo svolge naturalmente "SEGNI", che offre uno spazio di informazione, approfondimento e visibilità alla comunità sorda e alla lingua dei segni.
Con quali società del territorio collabora la RSI?
Diverse organizzazioni del territorio che rappresentano sensibilità ed esigenze complementari. Tra i partner più importanti vi sono la Federazione Svizzera dei Sordi, La Silenziosa e Procom, con le quali condividiamo un dialogo costante sui temi della lingua dei segni, dell'accessibilità e della partecipazione della comunità sorda alla vita mediatica e culturale.
C’è poi ATiDU, che rappresenta in particolare gli interessi delle persone con problemi d'udito non segnanti e segue temi legati soprattutto alla sottotitolazione e all'accessibilità dei contenuti audiovisivi.
Per progetti specifici ci affianchiamo realtà come New Ability, Inclusione andicap Ticino, o Pro Infirmis. Un esempio concreto è quello delle Notizie in lingua facile, un'iniziativa pensata per raggiungere un pubblico eterogeneo e rendere l'informazione più accessibile. Tra i beneficiari vi sono anche persone ipoacusiche che possono trarre vantaggio da una comunicazione più chiara, semplice e immediata.
Queste collaborazioni sono preziose perché ci permettono di confrontarci con le diverse realtà presenti sul territorio e di sviluppare soluzioni che rispondano ai principali bisogni, evitando di calare dall'alto scelte che riguardano direttamente le comunità interessate.
Come è andata la visita agli studi?
Molto bene. Abbiamo riscontrato un’affluenza numerosa, e una grande curiosità: sono state infatti molteplici le domande da parte dei partecipanti, indice di un sentito interesse verso il lavoro che svolgiamo.
Per me è stata anche parallelamente occasione di sensibilizzazione all’interno della RSI, favorendo l’incontro diretto tra la comunità sorda e le collaboratrici e i collaboratori dell’azienda. Credo infatti che scoprirsi al di fuori dello schermo sia fondamentale per conoscersi meglio e superare stereotipi.
La visita è stata organizzata in collaborazione con PROCOM, ossia la Fondazione nazionale degli interpreti. L’evento ha rappresentato anche un’opportunità per presentare i loro nuovi servizi, pensati per facilitare la comunicazione nelle situazioni della vita quotidiana, ad esempio agli sportelli, negli uffici pubblici, negli studi medici o in altri contesti in cui una comunicazione accessibile può fare la differenza.
Una puntata speciale di SEGNI, frequenzeLIS, una voce per i sordi ci parlerà anche di inclusione e accessibilità alla cultura… parliamone…
È stata prodotta dalla RSI e ci condurrà nel mondo della lingua dei segni mostrando le iniziative che stanno contribuendo a cambiare il panorama dell'inclusione in Ticino, rendendo concreta l’accessibilità culturale. Grazie al lavoro dell’associazione frequenzeLIS si stanno creando ponti tra la comunità sorda e quella udente: dalle lezioni di lingua dei segni agli incontri con i bambini al Festival della Fiaba, fino alle collaborazioni con il Film Festival Diritti Umani e il Teatro di Chiasso.
Attraverso il viaggio di Laura Sciuchetti incontreremo quindi insegnanti, interpreti, corsisti e promotori culturali che contribuiscono a rendere la LIS più visibile in Ticino e che assicurano nuove opportunità di partecipazione alla vita culturale alle persone sorde.
Quali sono le prossime sfide?
Le prossime sfide sono molte e, soprattutto, sono promettenti: è nato il nuovo Centro di Competenza nazionale Access Services.
Io cambierò ruolo in SSR dal mese di ottobre. Per me è stato incredibilmente arricchente poter lavorare su questi temi negli ultimi quattro anni ed entrare nel merito dell'accessibilità con discreti spazi di autonomia a livello nazionale e potendo sviluppare progetti pensati su misura per la realtà della Svizzera italiana.
L'accessibilità dovrebbe sempre più presente nelle riflessioni editoriali e produttive e dovrebbe quindi esserci una maggiore consapevolezza del suo valore, non solo come obbligo, ma come opportunità di inclusione e qualità del servizio pubblico. Spero si affermi come parte integrante del modo di fare informazione, cultura e intrattenimento.
Ritengo che il potenziale di crescita sia ancora molto ampio. Le sfide future riguarderanno l'ampliamento dell'offerta accessibile, l'innovazione tecnologica, una sempre maggiore integrazione dell'accessibilità fin dalla progettazione dei contenuti e un dialogo costante “interno” ed “esterno”. La base è solida e sono certa che il lavoro possa continuare a svilupparsi e a migliorarsi: confido che l’inclusione si affermi come dimensione imprescindibile del modo di fare informazione, cultura e intrattenimento.
Da parte mia, porterò questa esperienza nel nuovo ruolo all'interno della SSR con grande gratitudine, consapevole di quanto questi anni mi abbiano arricchita sia professionalmente sia umanamente.
a cura di Valentina Grignoli, Responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI