Giunto ormai alla sua 22ª edizione, su LA 1 torna Zerovero a partire da lunedì 31 agosto alle 19:35. Per la prima volta nella storia del programma verrà introdotta una nuova formula, che non stravolge però l’anima della trasmissione. Per capire meglio quali saranno le nuove sfide di Zerovero, ne abbiamo parlato con la conduttrice Daiana Crivelli.
Quali sono i maggiori cambiamenti rispetto alle edizioni precedenti?
La prima novità riguarda il percorso dei concorrenti. Questi resteranno gli stessi per tutta la settimana e si sfideranno per cinque giorni consecutivi.
Cambia anche il modo di partecipare: come sempre ci si può iscrivere individualmente, ma da quest’anno anche in coppia. Si può quindi scegliere di condividere la sfida con la persona con cui si ha voglia di mettersi alla prova.
E poi c’è una novità importante nella Catena Finale. A giocarla sarà chi vince il Vero o Falso, ma lo sfidante resterà in studio. Se il campione non riuscirà a trovare la parola Zerovero, lo sfidante avrà a sua volta la possibilità di indovinarla e di rubare il montepremi raggiunto fino a quel momento. Una novità che aggiunge suspense e rende il finale ancora più imprevedibile.
In qualità di conduttrice, come è stato affrontare tutti questi cambiamenti?
Affronto i cambiamenti con entusiasmo, perché faccio un lavoro che amo e che per me è importante. Al di là del programma che conduco o delle novità che si susseguono al suo interno, ciò che mi appassiona maggiormente è il contatto con le persone e la possibilità di conoscere e interfacciarmi con realtà diverse.
Ogni evoluzione porta con sé un’opportunità di crescita, sia personale sia professionale, ed è proprio questo che trovo stimolante.
Cosa potrà aspettarsi il pubblico da questa nuova edizione?
Con questa nuova formula, Zerovero mantiene intatto lo spirito che lo accompagna da sempre: conoscenza, intuizione e voglia di mettersi in gioco.
Il pubblico potrà aspettarsi dinamiche imprevedibili dove nulla è scontato.
Cosa rende Zerovero, dopo 22 anni, ancora un programma faro della RSI?
Credo che la forza di Zerovero stia innanzitutto nella sua capacità di essere sempre attuale, pur rimanendo fedele alla propria identità.
E poi c’è il rapporto con il pubblico: dopo 22 anni Zerovero è entrato nelle abitudini di tante persone e continua a essere un appuntamento quotidiano, familiare e riconoscibile. Forse è proprio questa combinazione tra tradizione e capacità di rinnovarsi a renderlo ancora oggi un programma così importante per la RSI.