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La SSR.CORSI si pronuncia sulle trasmissioni RSI: il Consiglio del pubblico

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15 Ottobre 2026
Intervista a Christine Conconi-Müller, vicepresidente del CP
INTERVISTA

Tra poco più di un mese si terrà l’evento Scelte editoriali e bisogni del pubblico a confronto, nel quale interverrà anche Gustavo Groisman, presidente del Consiglio del pubblico. 

Per capire meglio le dinamiche di questo organo e la sua importanza per un servizio all’ascolto del suo pubblico, vi proponiamo un incontro con la sua vicepresidente, Christine Conconi- Müller.

Christine, lei è entrata a far parte del Consiglio del pubblico nell’attuale legislatura, cosa mi può raccontare di quello che ha visto, scoperto, imparato al suo arrivo? 

Quando mi venne proposto di far parte della SSR.CORSI, con la possibilità di nomina nel Consiglio regionale, sapevo molto poco – lo ammetto – rispetto all’operato della società cooperativa. In seguito, mi avrebbero poi scelta anche come delegata nel Consiglio del pubblico.  In quel periodo stavo lasciando la RSI per un pensionamento anticipato e l’offerta mi è sembrata interessante. Mi chiede cosa ho imparato? Le risponderò “tutto”. È stata l’occasione per terminare una meravigliosa carriera in RSI e ricominciare, imparare dall’inizio, un nuovo incarico. Fare parte della SSR.CORSI e dei suoi organi ha significato per me non interrompere bruscamente il lavoro che adoravo, ma poter continuare un percorso di crescita personale, lavorando per contribuire a rafforzare il dialogo tra la RSI e il suo pubblico, vigilando sulla qualità di questo rapporto e promuovendo un servizio pubblico vicino alle esigenze della società. Al mio arrivo nella SSR.CORSI ho conosciuto tante persone interessanti e impegnate nel loro mandato. Ho trovato un gruppo, e mi riferisco in particolare al Consiglio del pubblico (CP), di persone molto attive, vivaci e interessanti, che incontro con piacere e curiosità per svolgere il nostro mandato. 

Quanto influisce il suo percorso professionale in RSI, nel suo lavoro in seno al Consiglio?

I quasi 40 anni di lavoro in televisione mi hanno lasciato un bagaglio di esperienze a livello tecnico e organizzativo riguardo alle produzioni e realizzazioni di programmi. Nel CP a volte ho la possibilità di parlare con i miei colleghi di come avviene la realizzazione di un dato programma. “Neo” è un buon esempio da citare, perché richiede un grande impegno e viene realizzato interamente in uno studio virtuale, uno spazio fisico in cui la presentatrice si trova realmente, ma lo sfondo e gran parte della scenografia vengono creati al computer. Sono cose di cui tener conto. A volte mi sono trovata in disaccordo con i colleghi quando vengono criticati aspetti formali come inquadrature, sfondi, grafiche, per esempio. Bisogna capire, e io ci tengo a trasmetterlo, che questi problemi sono spesso involontari, le macchine non sono precise e sempre affidabili, un collegamento con l’estero può non funzionare, un monitor dello studio può spegnersi improvvisamente, o una telecamera può fare un movimento involontario (soprattutto ora, che sono dei robot). Insomma il cuore mi batte ancora come se fossi io a realizzare un programma, e so che vale la pena perdonare anche l’errore umano, perché fare una diretta televisiva richiede attenzione, precisione e sangue freddo!

 

Come è composto il Consiglio del pubblico e quali sono i parametri che si seguono nel corso di un monitoraggio?

Nel Consiglio siamo in 17, 9 donne e 8 uomini, giovani e meno giovani, provenienti da diverse parti della Svizzera italiana. Attivi nel mondo lavorativo o pensionati. Un gruppo eterogeneo dove ognuno è motivato dall’interesse per la RSI e il servizio pubblico, e dove porta le proprie competenze, esperienze personali e punti di vista per fare del consiglio del pubblico il giusto rappresentante della società civile.

I nostri monitoraggi vengono decisi scegliendo tra le diverse produzioni e offerte della RSI, spaziando dalla TV, alla radio all’online. Tutti siamo coinvolti nel proporre cosa monitorare, e una volta fatte le scelte, si formano i gruppi di lavoro e si definiscono i termini di consegna e pubblicazione. I monitoraggi seguono generalmente delle linee guida che comprendono l’analisi sul contenuto, la forma, la questione di genere, un’analisi sugli ospiti e anche uno sguardo sugli aspetti tecnici (sonorizzazione, scenografie, ecc) e in ultimo la verifica dell’aderenza dei contenuti al mandato di servizio pubblico.

 

Chi decide cosa monitorare, quando e perché? 

I membri del CP decidono in totale autonomia quale programmi monitorare. L’esperienza personale quali fruitori di programmi RSI, come pure l’ascolto attento del pubblico che rappresentiamo, stanno alla base delle scelte. Dipendiamo insomma dall’offerta RSI e dalle voci di apprezzamento o critica della gente. La RSI non conosce le nostre scelte e soltanto a monitoraggio terminato lo riveliamo e invitiamo i responsabili per una discussione. 

Quest’anno, però, abbiamo introdotto una piccola eccezione proponendo quello che abbiamo chiamato “La scelta del direttore”, ossia monitorare ogni anno un programma scelto dal Direttore Mario Timbal.

 

Come vengono accolti i rapporti del consiglio pubblico dalle équipe di professionisti dei singoli programmi? Le vostre analisi dettagliate vengono vissute in maniera costruttiva?

L’esperienza in questi due anni e mezzo di lavoro mi permette di affermare che l’accoglienza è buona e che più di una volta siamo stati ringraziati per il nostro operato che è supportato dal Direttore Mario Timbal, il quale ha reso possibile il dialogo con i responsabili dei programmi (cosa che non avveniva con la direzione precedente). 

La discussione dei nostri monitoraggi con la RSI ci offre la possibilità di spiegare le motivazioni delle nostre critiche e, al contempo, di capire meglio le ragioni che portano i produttori a definire il contenuto e la forma dei propri programmi.

Per taluni è stato moto importante ricevere un feed-back del proprio lavoro attraverso un’analisi che non riguarda soltanto i parametri di analisi utilizzati dell’azienda. 

Mi ricordo, per farle un esempio, che per il monitoraggio della serie Tv  ‘La linea della Palma’, il responsabile del Settore Fiction Alesandro Marcionni si dichiarò molto soddisfatto di aver ricevuto un’analisi così approfondita, strutturata, trasparente e dunque preziosissima. I riscontri a proposito del loro lavoro si basano solitamente sulla critica fatta dagli addetti ai lavori, sui dati di ascolto, sui messaggi degli intenditori, ma nessuno, tranne il Consiglio del pubblico, si prende il tempo e l’impegno per fare un’analisi strutturata. Lo definì un feedback autentico.

Oppure potrei citare un’emissione radiofonica “Passaggi” in onda il pomeriggio su Rete Uno, per la quale il nostro monitoraggio ha segnalato alcune criticità. Il giorno della discussione i produttori si sono presentati già con un programma chiaro dei cambiamenti che avrebbero apportato al programma. Per noi questo è stato un riscontro molto importante rispetto all’utilità del nostro lavoro.

Potrei citare anche il monitoraggio su “Eurosong Contest 2025”, grazie al quale la produttrice Joan Holden e il conduttore Fabrizio Casati, oltre ad aver preso in esame il rapporto e risposto alle consuete domande, ci hanno raccontato i retroscena, la complessità di lavorare ad un programma di portata internazionale e dei momenti personali vissuti in quell’occasione. Insomma, spesso i monitoraggi sono per noi anche l’occasione privilegiata di guardare alle trasmissioni attraverso il “making off”.

 

Quando vengono fatte delle raccomandazioni, è previsto che ci sia poi anche una verifica rispetto alle modifiche da implementare?  Se queste vengono effettivamente attuate?

Non è compito nostro. La RSI ha le proprie procedure di controllo e monitoraggio dei programmi. Vediamo i cambiamenti ma sono frutto di un processo di diverse analisi, soprattutto interne all’azienda e, non escludo, anche frutto delle nostre segnalazioni.

 

Siamo in un periodo storico, parlando della SSR, particolarmente delicato. Usciamo da una votazione difficile e soprattutto viviamo il cambiamento interno con ‘Enavant’. È un cambiamento di cui fate esperienza anche voi all’interno dei vostri monitoraggi? Come percepite questo cambiamento?

Enavant è la più grande trasformazione e riorganizzazione nella storia della SSR. La sfida per un futuro “digitale” agile ed efficiente. Questa sfida ha l’obiettivo di mantenere l’offerta di programmi per il proprio pubblico ma devo dire che ultimamente siamo un po’ a corto di materiale, questo perché principalmente non vogliamo rifare monitoraggi di trasmissioni fatte negli ultimi anni, e secondariamente perché la RSI ha tagliato dei programmi. Uno in particolare che mi torna in mente è Caracas, che non viene riproposto, e siamo in attesa di vedere se anche un altro, di cui non posso svelare il nome, continuerà o meno. 

Anche la digitalizzazione ha fatto spostare il nostro interesse dai classici monitoraggi di programmi radio o Tv a monitoraggi di piattaforme quali RSIFood, BarNüm,… dirottando in parte le nostre analisi verso nuovi ambiti.

Inoltre, la partenza di diverse figure chiave della RSI, l’avvicendarsi di nuove persone, e la riorganizzazione di interi settori richiede un tempo di adattamento anche per il nostro lavoro.

 

Come funziona il Consiglio del pubblico delle altre Società regionali? Il lavoro è simile? Siete in contatto?

La SSR.CORSI è, insieme alle altre tre società regionali, SRG Deutschschweiz (SRG.D), SSR Suisse Romande (SSR.SR), SRG SSR Svizra Rumantscha (SRG.R),

parte della SSR SRG. Io partecipo alle riunioni tra presidenti a Berna che avvengono una/due volte l’anno. Esse sono un momento di scambio e discussione sull’operato dei gruppi nelle singole regioni. Le discussioni si basano sul lavoro dei gruppi, sulla consulenza e il supporto ai creatori di programmi dal punto di vista del pubblico. Ognuno con il proprio operato rappresenta un importante collegamento tra la SSR e il pubblico.

Sono curiosa di partecipare alla prossima riunione nel mese di marzo nella quale si discuterà del futuro e dell’importanza dei Consigli del pubblico a livello nazionale in questo periodo di grandi cambiamenti.

 

intervista di Valentina Grignoli, Responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI

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