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  4. La difesa nazionale e dell’informazione in lingua italiana

La difesa nazionale e dell’informazione in lingua italiana

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12 Febbraio 2026
Intervista a Verio Pini

Il patrimonio audiovisivo della SSR e delle sue emittenti è una ricchezza preziosa che ci permette di riscoprire la nostra memoria, la nostra identità, di rileggere e valorizzare il nostro passato. Per evidenziare questa importante funzione del servizio pubblico radiotelevisivo, Coscienza Svizzera ha ideato un breve ciclo di incontri in cui verrà proiettato un filmato con materiali d’archivio in parte inediti intitolato «La Svizzera tra guerra e pace». Abbiamo deciso di intervistare Verio Pini, Presidente di Coscienza Svizzera.

Verio Pini, dal 2019 è alla guida di Coscienza Svizzera, associazione civica attiva nella Svizzera italiana dal 1948. Quali sono stati, finora, gli obiettivi più importanti che vi siete posti e che ritiene di aver meglio perseguito?

I nostri tre principali ambiti d’attività sono definiti negli statuti e indicano una linea di continuità su temi e obiettivi: mediazione culturale su temi di società; multilinguismo e italianità, e lavoro con i giovani di regioni, lingue e culture diverse, coinvolti in dinamiche di inter-comprensione e confronto intergenerazionale. L’attualità guida poi e completa la scelta dei temi, con ampia flessibilità. L’invasione dell’Ucraina, con le sue molteplici ripercussioni geopolitiche, ivi compreso da noi, ha suscitato ovviamente interrogativi urgenti: neutralità, guerra ibrida e cognitiva, (in)capacità di difesa, collaborazione con Ue e OTAN per osteggiare ingerenze e disinformazione… Sono stati i nostri temi negli ultimi tre anni, con gli adulti e con i giovani, per informare, sensibilizzare e offrire approfondimenti critici.

Come nasce il progetto La Svizzera tra guerra e pace e con quali finalità è stato realizzato?

Il progetto si inserisce in questa prospettiva; è nato come ciclo di documentari intitolato «Giacimenti culturali al servizio del futuro», per contrastare l’iniziativa popolare “200 franchi bastano!” e difendere il media di servizio pubblico, mostrando il ruolo straordinario ed essenziale che la Rsi ha avuto nel tempo sul piano culturale, formativo e identitario a profitto del territorio. Per far questo, abbiamo deciso di esplorare e valorizzare i materiali in parte inediti custoditi nell’archivio digitale multimediale della Rsi per elaborare 2-3 documentari a tema.

Il primo filmato ha preso spunto da eventi tragici in Valmaggia, Mesolcina, Vallese e Bregaglia per trattare la tensione tra uomo e natura e la tematica del clima «Il territorio nel (mal) tempo». Il secondo filmato «La Svizzera tra guerra e pace» propone una sorta di parabola, un viaggio fattuale sull’arco di un secolo, seguendo l’evolvere della nostra strategia di ‘difesa nazionale’ attraverso realtà di guerra (1914-18; 1939-45; Guerra fredda); illusioni di pace (1989 e caduta del muro di Berlino; distensione; riforme, riduzione dell’esercito) e i difficili risvegli nella situazione attuale.

Cosa l’ha colpita di più nel visionare questi materiali d’archivio, in parte inediti? Che reazioni ha riscontrato nel pubblico durante i primi incontri?

I due filmati sono ovviamente molto diversi per materia e vicende, ma entrambi suscitano forti emozioni e empatia per la gravità degli eventi, che molti rivivono o riconoscono. Come spesso accade, i fatti mostrati, contestualizzati e spiegati in rapida rassegna portano spunti e chiavi di lettura critica per capire meglio i nessi e il presente, e proiettare consapevolezze per affrontare il futuro. I commenti degli esperti presenti in sala completano questa presa di coscienza, tanto rispetto al tema del filmato, quanto riguardo all’interesse dei materiali e al ruolo determinante svolto dalla Rsi nel tempo. 

Il pubblico – e noi con lui - è stato colpito dalla qualità e dall’interesse di queste fonti, dalla loro forza evocativa. Di pari passo si impone, evidente, la necessità di garantire anche in futuro queste competenze e di salvaguardare il ruolo culturale del media di servizio pubblico con risorse adeguate.

Il secondo documentario tratta in maniera specifica il tema della difesa nazionale nell’arco dello scorso secolo. Condivide l’idea che una buona difesa nazionale passa anche da una difesa per un panorama mediatico solido e plurilingue? 

L’importanza dell’informazione, della disinformazione e del narrativo che accompagna ogni evento importante appare costantemente in filigrana nel filmato. Le affermazioni finali del Consigliere federale M. Pfister non lasciano dubbi: la guerra ibrida e cognitiva in atto anche sul nostro territorio pone l’informazione al centro della strategia di difesa nazionale “complessiva” e assegna un compito essenziale al media di servizio pubblico, unico vero strumento capace di diffondere notizie verificate e affidabili, per combattere le attività di influenza e la disinformazione[1]. In un paese plurilingue e pluriculturale come il nostro, basato sulla democrazia diretta e la volontà di stare insieme, tale ruolo è ancora più importante; oltre ad informare correttamente ha una funzione inclusiva e crea comprensione e coesione tra maggioranza e minoranze.

Alle origini di Coscienza svizzera c’è la volontà di avvicinare la popolazione ma soprattutto di informarla su ciò che avveniva dentro e fuori i confini nazionali. Oggi questo ruolo è in parte assunto anche dal servizio pubblico radiotelevisivo. Come valuta Coscienza Svizzera la concreta possibilità di ridurre il finanziamento pubblico di questo servizio attraverso l’iniziativa 200 franchi bastano?

Nata nel 2021-22 per ‘ridimensionare’ la SSR e dare più spazio ai media privati, l’iniziativa giunge al voto nel 2026 in un contesto di guerra ibrida radicalmente diverso, in cui l’informazione assume una funzione determinante in termini di difesa nazionale. Secondo gli esperti, dimezzare il media di servizio pubblico in questo frangente è un vero e proprio controsenso; significa destabilizzare lo spazio informativo e indebolire la nostra sicurezza proprio quando si dovrebbe fare il contrario e rafforzarli drasticamente con mezzi adeguati.

Ridurre l’offerta della SSR significa dimezzare la ricchezza dei programmi nelle diverse lingue e culture della Svizzera e consegnare questo straordinario spazio informativo, costruito in decenni di lavoro, alle grandi piattaforme globalizzate e alle loro devastanti reti “sociali”, ossia al principale strumento di destabilizzazione e disinformazione dei regimi autocratici che minacciano la nostra democrazia e in ultima analisi la nostra sovranità.

 

A cura di Marco Ambrosino, responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI

 

[1] Discorso del consigliere federale Martin Pfister, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), in occasione della conferenza dell’Epifania dell’associazione degli editori «Schweizer Medien» a Zurigo, giovedì 8 gennaio 2026. Link: Allocution du conseiller fédéral Martin Pfister prononcée lors du séminaire de l’Éphiphanie

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