Lo sport è da sempre strettamente legato al servizio pubblico radiotelevisivo. Questo rapporto quasi simbiotico appare evidente non solo per quanto concerne lo sport regionale, ma anche per quanto attiene tornei e appuntamenti internazionali rilevanti, come le recenti Olimpiadi invernali. Proponiamo con piacere l’intervista che la Presidente di Swiss Olympic Ruth Metzler-Arnold ha rilasciata ai colleghi di SRG Magazin e che abbiamo tradotto in italiano.
Presidente Metzler-Arnold, qual è l'importanza del servizio pubblico dei media per il sistema sportivo svizzero nel suo complesso?
La SSR trasmette in media circa 9000 ore di sport in diretta all'anno, in televisione, alla radio e in live streaming. Dal Weltklasse Zürich alle feste di lotta svizzera, dal Tour de Romandie ai Campionati mondiali di hockey su ghiaccio, in tutte le lingue nazionali e per tutte le regioni. Complessivamente, la SSR trasmette oltre 100 discipline sportive sui suoi canali. Anche lo sport paralimpico è molto radicato nella copertura mediatica della SSR. Si tratta di un servizio pubblico unico per il quale dobbiamo ringraziare la SSR.
Quali conseguenze potrebbero esserci per lo sport svizzero e per il suo ruolo sociale un aumento della trasmissione di eventi sportivi in diretta sulle pay-TV o un indebolimento della SSR?
L'unicità prima citata andrebbe persa se l'iniziativa per dimezzare la SSR venisse accettata. Le nostre atlete e i nostri atleti perderebbero il loro palcoscenico e il loro pubblico. Ciò a sua volta avrebbe un impatto sulla visibilità dei loro sport e causerebbe un calo delle sponsorizzazioni per le federazioni, le squadre e i singoli atleti. Inoltre, sarebbe messa in discussione la possibilità per i bambini di seguire i loro idoli in televisione. Se i giovani non potessero più seguire con entusiasmo le loro figure di riferimento, lo sport perderebbe gran parte del suo fascino.
In che misura alcuni sport, regioni o gruppi della popolazione sarebbero messi a rischio se i contenuti sportivi non verranno più resi accessibili a tutti?
Siamo convinti che gli sport minori non verrebbero più trasmessi in televisione, con la fatale conseguenza che l'attenzione sulle atlete e gli atleti svizzeri verrebbe meno. Una perdita che colpirebbe i tifosi, per le società e per gli atleti.
Le trasmissioni sportive sono spesso considerate sono spesso un momento di condivisione sociale: quale effetto ha questa ampia visibilità su temi quali l'identificazione, la coesione e esperienze condivise a livello nazionale?
Lo abbiamo visto durante gli Europei di calcio femminile in Svizzera la scorsa estate: lo sport unisce il nostro Paese, superando i confini linguistici e regionali. Quando la Svizzera esulta, lo si fa tutti insieme. Questi momenti di coesione esistono solo perché la SRG li rende accessibili a tutti. Con un budget dimezzato, non potrà più adempiere a questo compito. La conseguenza sarebbe una divisione: chi può permettersi di pagare per vedere un campionato europeo di calcio o un campionato mondiale di hockey su ghiaccio lo guarderà, gli altri ne saranno esclusi.
Come valuta il ruolo che i media di servizio pubblico svolgono per lo sviluppo dello sport svizzero?
Per i motivi già citati, il ruolo della SSR per lo sport continuerà ad essere molto importante anche in futuro. A ciò si aggiunge il fatto che le produzioni di alta qualità della SSR sono anche un argomento importante per la candidatura della Svizzera a molti campionati mondiali ed europei. Il coinvolgimento della SSR è fondamentale affinché questi grandi eventi possano avere luogo nel nostro Paese e ottenere visibilità a livello internazionale. Allo stesso tempo, questi grandi eventi in Svizzera puntano sempre i riflettori internazionali sulle località che li ospitano. Ogni franco che la SSR investe nelle trasmissioni sportive genera un grande valore aggiunto nelle regioni, attraverso il settore alberghiero, la ristorazione e all'organizzazione locale. A ciò si aggiunge spesso un beneficio duraturo per il turismo. Il valore della SSR va quindi ben oltre lo sport.
A cura di Marco Ambrosino, responsabile dei contenuti editoriali SSR Svizzera italiana CORSI