Dal prossimo mese di luglio tornerà uno degli appuntamenti culturali più apprezzati della Svizzera italiana: il Montebellofestival, il festival internazionale di musica da camera ospitato nella suggestiva cornice dei castelli di Bellinzona e da diversi anni sostenuto dalla Cooperativa SSR.CORSI. Anche per l’edizione 2026 il festival proporrà concerti e serate musicali di grande valore con quest’anno il focus sulla prima metà del ‘900, confermando una formula che negli anni ha saputo coniugare qualità artistica e valorizzazione del territorio.
Per scoprire quali saranno le novità della prossima edizione, il filo conduttore del programma e il ruolo che manifestazioni culturali di questo tipo continuano ad avere nella Svizzera italiana, abbiamo intervistato Fabio Tognetti, direttore artistico del festival.
Quali saranno i temi e gli elementi distintivi dell’edizione 2026 del Montebellofestival?
L’edizione – intitolata “le tante voci del ‘900” - è dedicata la pluralismo stilistico della prima metà del secolo scorso con un programma che propone una selezione di opere cameristiche e trascrizioni raggruppate per aree geografiche significative (Parigi, Vienna, Ungheria, UK e USA). Le scelte sono state fatte in modo da evidenziare quanto fosse variegato il panorama musicale di quest'epoca, come ad esempio la multiculturalità di Parigi di inizio secolo - con il neoclassicismo di Stravinskij (Suite italienne), la tradizione popolare spagnola di De Falla (El amor brujo), il tardo Romanticismo di Fauré (alcuni brani di carattere) e la mescolanza tra stile francese e musica basca di Ravel (Trio) - o, nella Vienna dello stesso periodo - il confronto tra l'atonalità di Schönberg (Drei Klavierstücke), lo stile brillante e salottiero di Kreisler (Alt-Wiener Tanzweisen) e il travolgente tardo Romanticismo di Korngold (Quintetto con pianoforte).
Negli anni il festival è diventato un appuntamento culturale di riferimento nella Svizzera italiana: quanto è importante il legame con il territorio e con il pubblico?
Il legame con il territorio e con il pubblico è sicuramente molto importante. La manifestazione è innanzi tutto nata nel 2005 in collaborazione e con il patrocinio della Città di Bellinzona e dell’Ente turistico locale. In seguito si sono aggiunti gli sponsor, tra cui SSR.CORSI, che da anni si impegna ad offrirci il suo importante sostegno. Cammin facendo si è inoltre creato un bel rapporto con un gruppo di affezionati, che spesso e volentieri frequentano la manifestazione. Poter contare su tutto ciò è sicuramente gratificante e nel contempo vitale per dare continuità alla manifestazione!
Il Montebellofestival porta in Ticino artisti di livello internazionale ma punta anche sulla divulgazione musicale: quanto conta oggi avvicinare anche pubblici nuovi e diversificati alla musica classica?
La divulgazione musicale ha il compito (tutt’altro che scontato) di accompagnarci tra le mille sfaccettature di un linguaggio diretto – che ci tocca nell'intimità – ma nel contempo estremamente fuggevole ed etereo. Avvicinare pubblici nuovi e diversificati è sicuramente un valore aggiunto, e da parte nostra cerchiamo di contribuire a ciò scegliendo di volta in volta un filo conduttore con l'augurio di poter prender per mano i nostri ascoltatori e dar loro degli elementi che possano guidarli attraverso le nostre proposte musicali.
Quanto è importante poter contare sulla collaborazione e sulla visibilità offerte dal servizio pubblico radiotelevisivo per una manifestazione culturale come questa?
La collaborazione con il servizio pubblico radiotelevisivo è preziosissima! Come anticipato, da anni SSR.CORSI fa parte dei nostri principali sostenitori, impegnandosi così a darci continuità. Allo stesso modo, la visibilità offertaci da RSI ha contribuito e contribuisce tutt'ora in modo incisivo a promuoverci, anche al di fuori del nostro territorio. Quest’anno ARD - il principale gruppo di emittenti radiotelevisive nazionali pubbliche della Germania - trasmetterà in differita il 2 agosto nell'ambito del suo ARD Radiofestival - 10 settimane di concerti imperdibili e musica dal vivo dall'Europa - il nostro concerto del 29 luglio, e questo grazie alla collaborazione con RSI/ReteDue, che a sua volta lo diffonderà in diretta.
Che esperienza deve aspettarsi di vivere il pubblico che parteciperà all’edizione 2026 del festival?
L’augurio è che il pubblico possa beneficiare appieno dei nostri concerti - complice anche il suggestivo quadro delle corti di Montebello in cui si svolgono - e nel contempo tornare a casa portando dentro di sé una parte di questo splendido mosaico di stili che compone il panorama musicale della prima metà del secolo scorso.
A cura del Segretariato SSR.CORSI