Salta al contenuto principale
menu

Menu di navigazione

  • La SSR.CORSI
    • Chi siamo
      • Assemblea generale
      • Consiglio regionale
      • Comitato Consiglio regionale
      • Consiglio del pubblico
      • Segretariato generale
      • La storia
    • Diventa socio
    • Documenti e testi legislativi
    • Contatti
  • Attualità
    • News
    • Eventi
    • Rubriche
    • Rassegna stampa
    • Comunicati stampa
    • Community
    • Sondaggi / Quiz
  • Parla con noi
    • Fai una segnalazione
    • Reclamo all'organo di mediazione
  • Dialogo Public Value
    • Il progetto Public Value SSR
    • caféCORSI
  • Consiglio del pubblico
    • Che cos’è il consiglio del pubblico
    • Analisi delle trasmissioni RSI
    • Documenti
    • Organo di mediazione
  • Documenti degli organi
    • Documenti CCR
    • Rapporto d'attività e conti annuali
    • Documenti del Consiglio regionale
  • Grigioni italiano
  • Sostieni la SSR e la SSR.CORSI

diventa socia/o
iscriviti subito

iscriviti
alla newsletter

sondaggi
di' la tua

login area riservata

  • Reimposta la tua password
Home
Copied to clipboard
quando
Giovedì 15 Gen 2026 - 11:16

Torna all'elenco

Briciole di pane

  1. Home
  2. attualita
  3. News
  4. Il contributo della SSR al mondo della solidarietà

Il contributo della SSR al mondo della solidarietà

Copied to clipboard
15 Gennaio 2026
Intervista a Debora Banchini-Fersini

Il servizio pubblico radiotelevisivo svolge un ruolo centrale nel dare visibilità a realtà fragili e situazioni di marginalità, ma anche nel sostenere iniziative di solidarietà capaci di mobilitare l’opinione pubblica e generare un aiuto concreto. A questa funzione del servizio pubblico radiotelevisivo la SSR.CORSI dedica la serata Solidarietà dal 1946: il ruolo della SSR, in programma mercoledì 28 gennaio all’Hotel Pestalozzi di Lugano. Attorno all’importanza del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo in operazioni di solidarietà a livello nazionale abbiamo discusso con Debora Banchini-Fersini, Direttrice della Croce Rossa Svizzera – Sezione del Sottoceneri. 

Direttrice Banchini Fersini,  qual è il quadro generale della solidarietà nella Svizzera italiana? Esiste una cultura dell’aiuto solidale ben radicata o è una cultura che va costruita e rafforzata quotidianamente?

Il quadro generale è più che positivo. Sicuramente in Ticino, ma direi in tutta la Svizzera, questa cultura dell’aiuto al prossimo e della solidarietà è ben radicata e presente nelle abitudini della popolazione svizzera. Malgrado queste buone premesse, reputo necessario coltivarla continuamente e seguirne l’andamento, anche perché essa è in evoluzione e può assumere e conoscere forme sempre diverse, che è importante monitorare. 

Recentemente è stato lanciato un appello congiunto di SRG SSR, Posta Svizzera, Coop e Croce Rossa Svizzera durante le vacanze invernali. Come è nato questo progetto? State riscontrando una buona risposta da parte della popolazione?

È un progetto importante che esiste da molti anni. È nato nel 1997 e si ripete ogni anno, in questo periodo. È indubbio che c’è una grande necessità da parte di persone in difficoltà di ricevere beni di prima necessità e d’altro canto, va riconosciuto, c’è una risposta molto presente da parte della popolazione svizzera. Solo per dare un’idea: già nel 1997, alla ‘prima’ di questo progetto erano stati donati 35 000 sacchetti con beni di prima necessità. Questi numeri ci dicono molto sia delle richieste di aiuto sia di come la popolazione risponde presente. 

Le difficoltà economiche oggi sono molteplici. Come sono evolute le richieste di aiuto negli ultimi anni? Secondo lei, le cause principali sono legate all’instabilità geopolitica internazionale e al conseguente fenomeno migratorio o piuttosto a mutamenti socioeconomici interni al Paese?

Le richieste sono decisamente in aumento. La Croce Rossa Svizzera offre un sostegno economico alle persone in difficoltà, ma svolge anche un ruolo fondamentale sul piano della consulenza. Ai nostri sportelli si rivolgono sempre più persone confrontate con problemi molto concreti e diffusi: difficoltà nel pagamento degli affitti, l’aumento dei premi di cassa malati, spese mediche come le cure dentarie. Si tratta di situazioni che riflettono dinamiche strutturali del nostro Paese. Osserviamo inoltre un aumento significativo delle richieste da parte di giovani sotto i 30 anni. Questo ci ricorda un’altra missione centrale della Croce Rossa: creare spazi sicuri, discreti e accessibili, in cui le persone possano sentirsi legittimate a chiedere aiuto. Non basta promuovere una cultura della solidarietà: è altrettanto importante favorire una cultura della richiesta di aiuto. In una società realmente solidale, la popolazione offre solidarietà ma soprattutto beneficia di questa senza timore di sentirsi giudicata.

Un appello di raccolta fondi ha successo se raggiunge il pubblico giusto. Quanto conta, secondo la sua esperienza, la collaborazione con i partner mediatici nel successo di una campagna di solidarietà?

È indubbiamente molto importante. Il servizio pubblico radiotelevisivo e partner mediatici seri e riconosciuti sono sicuramente d’aiuto a raggiungere tutta la popolazione. È sicuramente un elemento che porta i donatori a convincersi della bontà della causa e a fare il passo decisivo.

La SSR, in collaborazione con la Catena della Solidarietà, e con la Croce Rossa Svizzera sostiene da diversi anni raccolte fondi di solidarietà. In che misura la diffusione delle campagne attraverso un’emittente di servizio pubblico incide sulla percezione di affidabilità e sulla partecipazione della popolazione?

La SSR chiaramente è una garanzia di qualità non solo per quello che rappresenta – un servizio pubblico, appunto – ma anche per la serietà e garanzia che offre. Quando la SSR sostiene una campagna ci si immagina che dietro ci sia stata una verifica accurata, che il progetto sia solido e questo rende più propensi i donatori ad aderire alla campagna. Il mondo è cambiato molto, ma il servizio pubblico radiotelevisivo credo sia uno di quei servizi che ancora oggi ci permette di arrivare a tutta la popolazione e per noi è davvero un partner importante.

La SSR e la RSI offrono ancora una vetrina importante per le realtà del territorio.
Come valuta il contributo del servizio pubblico radiotelevisivo nel trattare tematiche di solidarietà e nel dare visibilità a storie che raccontano queste tematiche?

È senza dubbio positivo. Da un lato perché arriva a tutti e soprattutto perché mi sembra che il servizio pubblico radio televisivo offra uno sguardo a 360 gradi, dando uno sguardo realmente completo su quello che è il mondo dell’aiuto e della solidarietà in Svizzera e anche sulle dinamiche sociali che interessano il mondo della solidarietà nel nostro Paese. 

A cura di Marco Ambrosino, responsabile dei contenuti editoriali SSR.CORSI

 

Iscriviti all'evento

Dati del partecipante 2
Dati del partecipante 3
Dati del partecipante 4
Dati del partecipante 5

Contatti

Seguici su

Facebook

Instagram

Youtube

Newsletter

cookies

privacy

Protezione dati (nLPD)

impressum

2023 © copyright

 

 

X