Le tradizioni popolari sono spesso lo specchio dell’identità di una valle e la Bregaglia non fa eccezione. La sua identità si è costruita nel tempo attraverso un dialogo costante tra pratiche locali e influssi culturali provenienti dall’estero, dando vita a un patrimonio immateriale ricco e variegato. Un patrimonio che si è mantenuto vivo nel tempo ed è stato raccolto e valorizzato anche grazie ai programmi prodotti negli anni e oggi conservati negli archivi di RSI e RTR. Per evidenziare questa importante funzione del servizio pubblico radiotelevisivo, la SSR CORSI organizza l’incontro «La tradizione popolare del Grigionitaliano raccontata dagli archivi RSI e RTR», in programma mercoledì 11 febbraio a Roveredo. Per approfondire il tema abbiamo intervistato Renato Tomassini, redattore per la Bregaglia sulle pagine de Il Grigioni Italiano.
Caro Renato, da alcuni anni racconti i principali fatti della Bregaglia sulle pagine de Il Grigioni Italiano. Da osservatore privilegiato, e non originario della valle, come descriveresti le tradizioni popolari bregagliotte e quale ritratto identitario ne emerge?
Se penso alle tradizioni popolari, cioè a qualcosa che si tramanda da generazioni presso una popolazione, per la Bregaglia penso sicuramente alla raccolta della castagna e alla sua lavorazione. Poi penso al modo in cui tante famiglie vivono il periodo della caccia alta, una vera e propria tradizione che cambia l’approccio alla vita quotidiana nel mese di settembre. Poi c’è il Calendamarz, tradizione popolare, sicuramente tra le più sentite, in cui i giovani abitanti svolgono il rito del richiamo della primavera con il suono dei campanacci e il canto delle canzoni in dialetto Bregagliotto. Queste tradizioni di cui ho accennato, sono sicuramente molto sentite dalla popolazione e ne fanno emergere un ritratto che richiama ad un legame profondo con i ritmi della natura.
Ritieni che la posizione geografica della Bregaglia, linguisticamente isolata dal resto dell’Engadina, abbia contribuito allo sviluppo e alla conservazione di tradizioni popolari particolari e durature?
Penso che la posizione geografica abbia contribuito a mantenere in vita le tradizioni e soprattutto abbia permesso di mantenerle autentiche, cosa che a mio avviso non è successa in Engadina Alta, forse per rispondere alla domanda del settore turistico.
Dal punto di vista giornalistico, Il Grigioni Italiano e il portale de la Bregaglia svolgono un ruolo centrale nell’informazione e nella promozione della vita della valle. A tuo avviso, queste realtà sono sufficienti oppure è fondamentale anche il contributo di un servizio pubblico radiotelevisivo come la RSI per garantire un’informazione completa, soprattutto sui temi nazionali e internazionali?
Collaboro da diversi anni con Il Grigione Italiano e con La Bregaglia e credo che siano entrambi molto importanti per l’informazione e per la promozione della Vita della valle, coprendo in modo significativo l’intera popolazione; dai piú anziani che sono piú legati al giornale cartaceo, fino ai più giovani che preferiscono la modalità online. Con il nuovo portale GRi.Media, di cui fanno parte le varie testate del Grigione Italiano, credo si sia fatto un passo importante verso un’informazione, il più possibile accessibile e completa, e rivolta verso le sfide del futuro. Ritengo allo stesso tempo importantissimo il contributo della RSI, sia per quanto riguarda l’accesso a notizie affidabili sui temi nazionali ed internazionali, ed anche come strumento per portare quello che accade nel Grigione Italiano al resto della Svizzera italiana.
La Bregaglia, cosi come la Valposchiavo, sono due valli italofone che si confrontano con una realtà cantonale in cui le lingue maggioritarie sono altre. Quanto è essenziale, per il mantenimento della cultura bregagliotta e grigionitaliana, poter contare su un servizio pubblico radiotelevisivo in lingua italiana?
Ritengo che sia di fondamentale importanza è una ricchezza dal valore inestimabile. La presenza di un servizio pubblico di lingua italiana sostiene la minoranza linguistica italiana nel Cantone, che altrimenti rischierebbe di soccombere al potere già fortemente impattante che ha la lingua tedesca, nella vita dei bregagliotti, soprattutto nel rapporto con le istituzioni cantonali.
Identità e memoria sono spesso strettamente legate. In che modo gli archivi della RSI e della RTR possono contribuire a riscoprire, preservare e trasmettere la cultura e le tradizioni popolari della Bregaglia alle generazioni future?
Vivendo in Bregaglia da una dozzina di anni, ho visto molte volte in eventi pubblici, l’utilizzo di materiale video e audio proveniente dagli archivi della RSI. Materiale utilizzato per dare immagine e voce a quello che è il bagaglio culturale della comunità. Perdere questa possibilità sarebbe una perdita enorme per il mantenimento dell’identità comunitaria e per il mantenimento delle tradizioni culturali, che vivono si dell’ardore che le mantiene in vita, ma che si fondano sulla consapevolezza della loro provenienza di cui la testimonianza è depositata negli archivi.
A cura di Marco Ambrosino, responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI