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Scelte editoriali e pubblico a confronto: l’economia ‘sospesa’

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26 Ottobre 2026
Intervista a Christian Marazzi

Christian Marazzi è un economista, ricercatore e docente universitario svizzero. Dopo aver insegnato all’Università di Padova, alla State University di New York e alle Università di Losanna e di Ginevra, è stato professore fino al 2022 alla Scuola universitaria della Svizzera italiana. In vista dell’evento “Scelte editoriali e bisogni del pubblico a confronto” abbiamo voluto incontrarlo per capire con lui se, da un punto di vista legato al suo ambito di ricerca, l’economia è materia sufficientemente considerata all’interno della programmazione della RSI. Partendo però da un discorso più ampio, rispetto al Servizio pubblico e alla sua missione.

 

Secondo lei il Servizio Pubblico la sta svolgendo?

Sì, mi sembra che sia il caso. In modo più che dignitoso la RSI rappresenta la pluralità insita nel paese, le sue differenze. A tratti anche in modo coraggioso, dato che non è solo un problema di equidistanza, quello di andare a recuperare le voci diverse; si tratta anche di riuscire a districarsi, in un paese come il nostro, dove ovunque ci si imbatte in forti interessi in campo, interessi che portano a questionarsi rispetto ai rapporti di forza, alle prevaricazioni. Il concetto stesso di rappresentanza porta a porsi queste domande.

 

Le scelte editoriali di oggi rispondono ai bisogni del pubblico? 

Anche qui, direi di sì. Sempre dal mio personale punto di vista e rispetto a quello che vedo e percepisco. Ci sono certamente programmi che io considero eccellenze come Falò, che mantiene un livello assolutamente elevato rivolgendosi al contempo a un pubblico ampio e non di nicchia. Anche Patti chiari, da tempo ha la funzione di portare situazioni paradossali sullo schermo, e con coraggio fa giornalismo d’inchiesta. Poi, ma non vorrei fare un elenco, ci sono eccellenze come Cliché - più di nicchia, che soddisfa un pubblico con una certa aspettativa di tipo culturale. Non necessariamente trasversale, come programma, ma decisamente un bel prodotto! Fatto salvo tutto il resto, è chiaro che anche nel Quotidiano o in Prima ora si vede l’impegno nel volere essere delle ‘spie’ all’interno del corpo sociale, e non solo. Per quanto riguarda il Telegiornale, è tra i migliori che vedo, ha una sua capacità di sintesi, di linguaggio, e una comunicazione sempre adeguata. Ma ripeto, questa è la mia impressione. 

 

È importante parlare alla società di temi legati all’economia? La RSI come tratta questi argomenti?

Questo è effettivamente uno degli aspetti che più mi interessano. Grazie alla mia età, ho ben presente programmi come microMACRO di Fabrizio Fazioli, in onda fino al 2010. Un programma notevole, che mi è rimasto impresso per la qualità dei suoi servizi, ne ho un po’ nostalgia. Poi successivamente Tempi moderni, ma anche questo è finito. Siamo un po’ orfani, a dire il vero, da questo punto di vista!

Proprio perché non è evidente reinventarsi un programma simile oggi, anche a causa della situazione economica che si è fatta più complessa nel corso degli anni sia localmente che a livello internazionale, l’economia si potrebbe affrontare in modo trasversale. Per esempio. E questo già mi sembra accada, all’interno dell’offerta, con i responsabili del settore intervistati al Telegiornale o al Quotidiano. Oppure potrebbe essere possibile anche, per esempio, che Falò dedichi degli spazi a tematiche economiche.

Mi chiedo però se poi questi interventi potranno avere modo poi di sedimentare in noi anche dopo averli fruiti. Quanto restano? Interviste di questo tipo vanno fatte certamente ma bisognerebbe ripensare a un’offerta più specifica in questo senso, magari studiata alla luce delle precedenti esperienze. O rispetto a quanto proposto dalle altre regioni linguistiche e capire se questa è un’assenza su scala nazionale o solo riguardante la Svizzera italiana.

 

Abbiamo parlato dell’offerta televisiva, e per quanto riguarda la radio?

C’è stato un periodo durante il quale su Rete 2 andava in onda Plusvalore. Era un programma voluto da Roberto Antonini, una finestra nella quale un pool di economisti si alternava.  Ecco questa emissione sarebbe forse da rivalutare, riesaminarne l’impatto sul pubblico. Sembrava fosse buono, ma poi purtroppo anche questo programma è finito. Forse per una questione di inevitabili tagli, dai quali non si può prescindere. Ma ripeto il mio è un punto di vista esterno alla situazione, e voglio sottolineare che la RSI ha dimostrato di essere in grado di sostenere la sfida dei temi economici, semplicemente ora siamo in una fase che io considero ‘di sospensione’.

 

Come trattare i temi economici? A volte sembrano ostici per il grande pubblico, altre volte non abbastanza approfonditi…

Non vedo il problema riguardo al troppo approfondimento, tutte le persone hanno gli strumenti per capire. Temi come l’economia e la finanzia richiamano certo l’aspetto educativo, formativo, ma c’è anche il problema di mantenere salda e costante l’attenzione all’evolversi delle situazioni globali: oggi può esserci un gran caos da un momento all’altro. 

 

a cura di Valentina Grignoli, responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI

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